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Pantelleria
fra storia, vulcani
e coralli

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L'isola di Pantelleria, "Cossyra" per i Romani, "Bent-el-Rhia" (Figlia del Vento) per gli Arabi, è posta nel cuore del Mediterraneo, al centro del Canale di Sicilia, a soli 70 Km dall'Africa (Capo Mustafà) e 110 dalla Sicilia (Capo Granitola). Ha un'estensione di 83 kmq, e un'altezza massima che culmina nella Montagna Grande a 836 mt dal livello del mare.
I fenici la chiamarono Yrnm, isola degli uccelli starnazzanti, i Greci Kosyras, i Bizantini sia con l'antico nome di Cossyra che con quello di Pantelleria, nelle sue varie forme: Pantalarea, Pantelarea, Pantalaria… L'etimologia è oscura, ma pare risalire a "patella": piatto, scodella, larga coppa.
Le prime esplosioni vulcaniche, in seguito a cui emerse dal mare una parte dell'isola, risalgono a 500.000 anni fa; l'ultima eruzione che portò Pantelleria allo stato attuale si ebbe 9.000 anni fa. Tutt'oggi sono esistenti esplosioni vulcaniche secondarie: le favare, i bagni asciutti, le sorgenti d'acque termali.
Lo spettacolo delle sue coste è emozionante, con trasparenze e riflessi delle onde su scogli neri dalle forme curiose. Le distese verdi che dall'entroterra si protendono imponenti verso il mare, le spiaggette incantate nascoste da strapiombi vertiginosi, le numerose affascinanti grotte marine, si aprono sulla scena di una natura incontaminata.
L'ambiente marino è uno dei più intatti del bacino del Mediterraneo, con rigogliose praterie di posidonie e fondali corallini ricchi di tutti i tipi di gorgonie e del rarissimo corallo nero. La particolare posizione geografica dell'isola spiega inoltre le numerose testimonianze archeologiche rinvenute nei fondali.
La gastronomia pantesca risente degli apporti dei vari popoli che hanno dominato l'isola. Dalla vicina Africa ariva il "cous cous" di pesce sempre arricchito da una varietà di verdure e legumi. La "sciakisciuka", caponata calda di verdure, e il "curummà" con le saporitissime zucchine locali sono dei tipici contorni. I famosi capperi, la delicatissima "tumma" (il formaggio fresco dell'isola) e l'inebriante origano danno un tocco particolare a tutta la cucina pantesca. E, naturalmente, il pesce: ricciole, dentici, cernie, saraghi, pesce spada, aragoste e ancora i ricci, le patelle e i migraci (granchi di scogliera). Dalla tradizione araba provengono invece i "mustazzola", una semplice sfoglia ripiena di un impasto di semola, miele o vino cotto, cannella, scorza d'arancia candita e altre spezie. Famoso ormai in tutto il mondo è lo zibibbo, e altrettanto il moscato ricavato dall'uva passa essiccata al sole.


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