Pantelleria ha uno Specchio.

Pantelleria ha uno Specchio.

Ultimamente durante la conoscenza con alcuni dei “miei” clienti qualcuno al mio suggerimento di andare a visitare il lago Specchio di Venere ha espresso pareri come: non mi interessa, non mi piace, di laghi ne ho visti tanti, dalle nostre parti non ne mancano.
Benché io negli anni abbia lavorato al controllo dei miei muscoli facciali, capisco dallo sguardo altrui che, nel frattempo, istintivamente devo avere allargato le narici (segno di lieve irritazione), sgranato gli occhi (stupore) e ostentato un sorriso di affabile condiscendenza (da leggere come un “so già che vi stupirà”).

Ma poi mi prende lo stesso la smania di spiegargli perché bisogna fargli almeno una breve visita.
Giusto per salutarlo da lontano o fare una passeggiata intorno per sgranchire le gambe.
Passarvi accanto anche facendo finta che non lo si stia guardando.
Insomma, lo so, divento pedante ma poi mi scuso.

Per cui da alcuni giorni mi metto davanti lo specchio (quello del bagno non quello di Venere) e mi esercito nel dialogo Claudia/Cliente per non manifestare il mio disappunto in casi come questi.
Cerco di sistemare la mimica facciale e poi comincio.
Faccio entrambi i ruoli: “Non mi piace lo Specchio di Venere”, ospite uno.
Io: “Ma se non lo hai mai visto!?”.
NO NO NO, non va bene, riproviamo.
“A me i laghi non piacciono”, ospite due.
IO: “Gnegnegne ma questo non è un lago normale”.
NO NO NO, impegnati!
Ospite tre: “Sono qui per il mare, i laghi li ho a casa”
Io: “Allora siccome io sono Siciliana e ho il mare a casa non vado a vedere il mare della Corsica?”
NOOOOOOOOO, maleducata!

La verità è che Lo Specchio di Venere è un luogo unico e dovrebbe essere detto con poche e semplici parole.
Se sali sulla cattedra e pretendi di fare la lectio magistralis (non avendo neanche le necessarie competenze) dopo due minuti la gente, ragionevolmente, si distrae.
Allora adesso io provo a raccontarvelo al meglio delle mie possibilità, cercando di stuzzicare la vostra curiosità descrivendolo per come io so fare.

Lo Specchio di Venere è come quando uno dice di una persona che è “bella dentro e bella fuori”.
Dentro una conca lussureggiante questo ex cratere, vagamente circolare, ormai da secoli incanta studiosi e visitatori per i suoi blu cangianti: a seconda del fondale, a seconda dei microrganismi e a seconda del cielo che vi si riflette.
Scontornato da una specie di sabbia bianca e dalla roccia, formatasi negli anni e arricchita da tutti i minerali che l’acqua contiene.
Non vi dirò che sulle sue rive cresce spontaneo il “Philobolus estemporeneus unicum” (nome di assoluta invenzione) e il “Picarus astrovillam” (idem), perché dopo due minuti li avreste già dimenticati e perché nemmeno conosco il nome della vegetazione circostante.

Però posso raccontarvi che come questo lago (COME, non uguale) al mondo ce n’è soltanto un altro che si trova allo Yosemite National Park negli Usa.
Che anche solo questa unicità lo rende ECCEZIONALE.
Poi vi posso dire che le sue acque provengono da tre sorgenti termali marine (il che spiega perché è salmastro, MA SIETE MAI STATI IN UN LAGO SALMASTRO?) e dall’acqua piovana sicché la sua ampiezza, la sua salinità, la composizione di tutti gli elementi come zolfo, carbonio, azoto (etc etc…) varia di anno in anno.
Che contiene delle larve di insetti filtratori che fanno praticamente lo stesso lavoro del manutentore delle “vostre piscine” rendendo l’acqua trasparente benché il fondo sia fangoso.
Poi posso aggiungere che quelle che scontornano la cosiddetta spiaggia e che hanno tanto l’apparenza di erbacce selvatiche sono specie endemiche, alcune delle quali esistono solo su questo pezzetto di terra o, altre ancora, che risiedono in pochissimi altri luoghi remoti dell’Africa settentrionale.
Del furbastro del Grillo Talpa vi ho già scritto (quello che scava i tunnel per farvi cadere le sue prede e papparsele, ma poi si sveglia una mattina ancora sonnolento e dimentico di dove ha appostato i trappoloni  ci cade egli stesso!).
Poi che vi sono le sorgenti termali e i fanghi lo sapete tutti.
Sapete anche che nelle stagioni intermedie è la “stazione di servizio” per colonie di uccelli migratori che viaggiano dal Nord Europa verso il Nord Africa e viceversa.

Magari non tutti sanno che anticamente le donne andavano a lavare i panni lì battendoli sulle “balate” (n.d.r. i grandi sassi) perché le sostanze contenute nell’acqua (zolfo in primis) li rendevano particolarmente bianchi.

Concludo dicendo che il lago è di grandissimo interesse geologico e ha un habitat colmo di biodiversità.
Che studiosi come biologi, entomologi, geologi, ornitologi, botanici, vulcanologi ogni anno visitano questo luogo monitorandolo e scoprendo sempre cose nuove.

Ora, io lo so che in linea di massima noi non siamo tutti scienziati, ma un briciolo di curiosità, un briciolo, ve l’ho insinuata?

Foto di Giovanni Matta


 
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