Il grillotalpa di Pantelleria, saggio no ma furbi sì

Il grillotalpa di Pantelleria, saggio no ma furbi sì

Avete mai saputo che il fotografo Henry Cartier Bresson disse di Pantelleria che “la foto più bella le faceva torto”?
Pantelleria nella sua bellezza e nella sua peculiarità non è banale mai.
Non lo è neanche nei suoi più misteriosi anfratti.
Stupisce per varietà e originalità.

Se penso a Pinocchio e alla saggezza del suo grillo parlante non posso fare a meno di metterlo a confronto con quel “furbacchione” del Grillotalpa pantesco che se non è saggio, sicuramente, di certo è uno che la sa lunga.
Ha trovato un posto tutto suo dove esistere sull’isola, sembra che di nascita sia un immigrato africano (ma non è dato sapere con che mezzi e quando sia arrivato) e di certo è stato ben accolto.
Diciamo che ha trovato il suo habitat.
Risiede prevalentemente nella parte meridionale del lago di Venere e trascorre buona parte dell’anno (i mesi freddi nello specifico) sottoterra, scavando tunnel e insospettabili buche, dove fa precipitare insetti di cui si ciba gustosamente.
Ma non disdegna neanche ortaggi o tuberi: pomodori, patate (dentro le quali scava tunnel a più uscite) e i peperoni sono tra i suoi ortaggi preferiti.
Insetto re dello Specchio di Venere, star della fauna locale, padrone incontrastato di certe rive il Grillotalpa spopola nei manuali di entomologia.
Cedendo quote rispetto ad una leggenda che narra di questi insetti come miti e paurosi e mostrando, invece, parti della sua natura da vero predatore.

Se la leggenda narra, talvolta la natura risponde rilanciando.
E il Grillotalpa è il maestro di certe trappole per altri incauti insetti che non ne conoscono le prodezze.
Ma sapete cosa accade quando ci si sente troppo furbi?
Nelle prime ore del mattino, quando costui esce dalla sua tana dimentico di dove ha disseminato le sue insidiose buche esso stesso vi precipita.

François de La Rochefoucauld, scrittore e uomo dalle mille virtù, avrebbe detto di questo simpatico insetto che talvolta:”È una gran furbizia saper nascondere la propria furbizia”.

Foto di Giovanni Matta

 
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